UDINE | CASA BELLINI DI GINO VALLE
Architettura d’autore, indipendenza e versatilità abitativa
A Udine, tra via Bezzecca e via Fiore dei Liberi, proponiamo Casa Bellini, residenza progettata da Gino Valle e realizzata tra il 1956 e il 1957, con la collaborazione di Nani Valle, Donald S. Appleyard e Federico Marconi. Una proprietà dal carattere riconoscibile, nella quale il valore dell’architettura si accompagna alla possibilità di organizzare due abitazioni autonome.
La villa si presenta come un unico corpo di fabbrica indipendente, con due accessi indipendenti, già catastalmente suddiviso in due unità residenziali di circa 150 mq ciascuna, oltre a due autorimesse singole di circa 20 mq ciascuna. Questa impostazione consente di sviluppare un progetto di separazione funzionale delle abitazioni, valorizzando la configurazione bifamiliare originaria e la possibilità di disporre di ingressi autonomi e giardini distinti.
L’edificio a destinazione d’uso residenziale bifamiliare si sviluppa su due piani fuori terra e un piano interrato, con un alloggio per piano. A pianta rettangolare presenta i due ingressi alle due estremità del lotto, determinando la disposizione speculare degli alloggi, con zona giorno e zona notte separate. La struttura portante in mattoni pieni è lasciata a vista, lo stesso accade per i corpi accessori, autorimesse, e per l’alta muratura di recinzione. I cordoli dei solai e della copertura diventano elementi della ricerca del secondo dopoguerra attraverso volumi essenziali, chiarezza distributiva e un rapporto diretto tra materiali e costruzione. Le murature portanti in mattoni pieni, lasciate a vista, definiscono le facciate e trovano continuità nei muri di recinzione e nei corpi accessori. Le cordonature in cemento armato scandiscono i livelli e sottolineano l’orizzontalità della composizione, mentre la copertura piana completa il disegno rigoroso della casa.
Il pregio di questa architettura risiede anche nella sua materia: le sfumature del laterizio, le superfici irregolari e la patina del tempo conferiscono profondità ai prospetti. Un recupero attento potrà valorizzarle mediante pulizia conservativa e interventi puntuali, preservando l’autenticità dell’opera.
Gli interni riflettono un’idea dell’abitare fondata sulla distinzione tra gli ambienti della vita quotidiana e quelli dedicati al riposo. Nell’impianto originario, gli ingressi sui fronti opposti e l’articolazione delle quote organizzano percorsi indipendenti; l’atrio ribassato introduce il piano dell’alloggio attraverso cinque gradini, mentre la continuità del soffitto mette in relazione visiva soggiorno e pranzo. È una concezione spaziale che offre ancora oggi una base interessante per un progetto di riqualificazione rispettoso dell’identità della casa.
La configurazione delle due abitazioni può prevedere, per ciascuna unità, ingresso autonomo, soggiorno, cucina, due camere matrimoniali, una camera singola e un bagno, con giardino separato e un’autorimessa di pertinenza. Cantine, locali tecnici e ambienti destinati a lavanderia completano gli spazi accessori, la cui distribuzione e attribuzione potranno essere definite nell’ambito del progetto.
Gli esterni contribuiscono alla qualità residenziale della proprietà. Le murature in laterizio proteggono gli spazi aperti dalla strada e creano ambiti raccolti, mentre il giardino e la terrazza con pergolato offrono luoghi da vivere nelle diverse stagioni, particolarmente apprezzabili nel contesto urbano.
La casa dispone di serramenti di recente sostituzione con vetrocamera, alluminio sul lato esterno e PVC sul lato interno. Sono presenti canne fumarie. ll manto impermeabilizzante della copertura è stato recentemente ripristinato.
La suddivisione catastale esistente rappresenta un concreto elemento di interesse per due nuclei familiari che desiderano vivere vicini mantenendo la propria indipendenza, oppure per chi intende affiancare alla residenza principale una seconda abitazione destinata a familiari o alla locazione. L’autonomia delle unità, la separazione delle pertinenze e l’eventuale adeguamento degli impianti saranno da definire attraverso le necessarie verifiche tecniche e urbanistiche.
Casa Bellini offre l’opportunità di abitare e valorizzare un’opera del Novecento, coniugando il carattere del progetto originario con le esigenze contemporanee. Una proprietà rivolta a chi riconosce nell’architettura un valore da custodire e desidera una casa capace di accogliere differenti prospettive di vita.
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